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alt  Il teatro laico tibetano ha una funzione esclusivamente ricreativa anche se i suoi temi sono di origine religiosa e mitica. La forma teatrale del Tibet è generalmente definita "Opera" in quanto prima di essere recitata, essa è danzata e cantata. I tibetani chiamano questa espressione artistica lhamo, termine che letteralmente significa "fata", o ache-lhamo (ache vuol dire "sorella") probabilmente perché le prime opere di cui si ha memoria erano racconti di fate.


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IL DRAMMA CONTINUA!

Palden Choetso, monaca buddista di 35 anni si è data fuoco il 3 novembre in una città della provincia di Sichuan per protestare contro le politiche cinesi in Tibet: è l’11° religioso buddista a immolarsi nell’ultimo mese. (FOTO ANSA)

 alt Sky Burial:

i rituali di cremazione e sepoltura all’interno di templi sono riservati agli alti Lama che vengono così onorati nella morte. Lo sky burial è invece il rituale tipico usato per la gente comune, esclusi i minori di 18 anni, le donne in attesa e coloro che muoiono per malattie infettive o incidente. Nonostante la sua origine rimanga avvolta nel mistero, questa cerimonia è carica di significati religiosi.

  Per completare il curriculum di studi occorrono circa 25/26 anni, al termine dei quali è possibile sostenere l'esame per ottenere il grado di Ghesce Lharampa, il più elevato dei quattro dottorati conosciuti da questa scuola.
Questo titolo è riservato solo ai maestri più validi, e non sono molti i monaci che riescono ad ottenerlo: indicativamente, solo venti studenti su cento.

 alt I tibetani hanno, come tutti i popoli del mondo, dei cibi tradizionali.

Anche quelli che vivono in Nepal usano le femmine di yak, chiamate dri o nak, non solo per il trasporto, il lavoro, la carne e le lunghe fibre del mantello, che vengono cardate, ma anche per ricavare dal loro latte un burro color giallo oro, maleodorante, e delle forme di formaggio, chiamato chhurpi, dalla polpa color ocra e la buccia marrone, che trasuda grasso da tutti i pori.

 alt Molto probabilmente il bó cha (letteralmente 'tè tibetano') non sarà uno dei ricordi più entusiasmanti del vostro viaggio in Tibet. Questa bevanda dalla consistenza densa, preparata con burro di yak, sale, latte, bicarbonato, foglie di tè e acqua calda sbattuti insieme in un recipiente di legno, è più simile a una brodaglia che a un tè (un viaggiatore l'ha definita "un incrocio tra acqua sporca di bucato e lubrificante").

   Fino a cinquantanni fa l'altopiano tibetano ospitava circa un milione di yak selvatici. Eppure oggi è davvero un colpo di fortuna riuscire a scorgere anche soltanto un esemplare di questi bovini neri che possono arrivare a pesare una tonnellata, raggiungere l'altezza di 1.80 m e presentare corna aguzze lunghe fino a un metro.

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L'U.B.I. è stata fondata a Milano nel 1985 da centri buddhisti di tutte le tradizioni presenti in Italia che sentivano la necessità di unirsi e cooperare, come era già accaduto in altri paesi europei.

 

 

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