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Home Attività Maestri Ven. Thamthog Rimpoce
Ven. Thamthog Rimpoce PDF Stampa E-mail
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Thamthog Rimpoce è nato nel 1951 in Tibet e all'età di cinque anni è stato riconosciuto come la reincarnazione del XIII Thamthog, fondatore delle tre più grandi università monastiche del Lithang. Il riconoscimento, ad opera di Kyabje Trijang Rimpoce, uno dei due tutori di S. S. il Dalai Lama, avvenne in seguito alle molteplici analisi che tradizionalmente vengono svolte per riconoscere i Maestri reincarnati, tutte con esito completo e qualificante.
 
 
A dimostrazione dell'affetto e della fiducia verso la dinastia dei Thamthog, la cerimonia si svolse alla presenza di tutta la popolazione, fra cui i nomadi e i contadini, prima nel principale monastero del Lithang, fondato da Sonam Gyatso, il III Dalai Lama, quindi negli altri tre, fondati dalla prima reincarnazione di Rimpoce.

Entrato in monastero, Rimpoce iniziò quindi gli studi monastici, che tradizionalmente comprendono dapprima argomenti relativi alla cultura e alla lingua tibetana, per poi passare allo studio della filosofia vera e propria, che si basa sulla memorizzazione: all'età di otto anni aveva già memorizzato numerosi testi.

In seguito all'invasione cinese del Lithang, fuggì poi a Lhasa, dove vi era ancora la presenza di Sua Santità il Dalai Lama, del governo e dei funzionari, poiché fino a quel momento non era ancora stata occupata. Giunto a Lhasa, entrò nel monastero dì Sera.Je, dove proseguì gli studi sotto la guida di importanti Maestri, per tre anni.

Nel 1959, in seguito all'invasione cinese di Lhasa e alla fuga di Sua Santità, anche Rimpoce fuggì in India.

L'invasione cinese del Tibet comportò la fuga, oltre che del Dalai Lama, anche di centomila profughi. Una volta giunti in India, grazie alla gentilezza di Sua Santità, vennero rifondati i tre importanti monasteri di Sera, Drepung e Gaden, oltre ai Collegi tantrici, scuole, colonie ed altri istituti. Entrato nel ricostruito monastero di Sera.Je, Rimpoce proseguì gli studi sotto la guida dei più autorevoli Maestri tibetani, come S.S. il Dalai Lama e i suoi due tutori, il Ven. Song Rimpoce, Ghesce Rabten Rimpoce e Ghesce Tenzin Gonpo, fino all'età di trentadue anni.

Nel 1982, ottenne il titolo di Ghesce Lharampa del primo livello e l'evento venne celebrato con una grande cerimonia. In seguito, entrò nel Collegio Tantrico di Gyume, dove completò lo studio dei Tantra, comprese le cerimonie, i canti rituali e ogni altro aspetto. Una volta completati gli studi, nel 1984 tornò, per la prima volta dopo la sua fuga, in Tibet, dove restò per un anno. Qui, trovò una situazione politica ancora molto difficile, di chiusura nei confronti della religione, con forti restrizioni e proibizioni alla trasmissione dell'Insegnamento. Rimpoce venne accolto con grande affetto, devozione e fiducia dalla gente di Lithang, sia dai maestri, sia dai monaci e dai laici e, da parte sua, decise con tutto il cuore di aiutare a ripristinare la tradizione spirituale. Per far questo, vennero organizzati degli incontri segreti, in località di montagna, durante i quali, sfidando molti pericoli, per molti mesi, Rimpoce trasmise insegnamenti di Sutra e Tantra e ordinò molti monaci ed altri rimpoce

Al ritorno dal Tibet, su invito del suo maestro, Ghesce Tenzin Gonpo, si stabilì in Italia, sostituendolo, dopo la sua scomparsa, nel 1992, come Guida spirituale del Centro Ghe.PeLLing in Milano.

In molti anni di permanenza a Milano, Rimpoce ha dato prova di essere, nei fatti, un vero, grande Maestro di Dharma. Da un punto di vista dottrinale, ha trasmesso ai sempre più numerosi discepoli italiani ogni aspetto del Sentiero indicato da Buddha. Ha tenuto ripetutamente corsi di Lam.Rim, ha insegnato come meditare e come compiere la propria pratica quotidiana, ha dato commentari a grandi testi, come il Bodhisattvaciaryavatara, ha insegnato più volte le tecniche di addestramento mentale, come coltivare la pazienza e la saggezza, ha spiegato minuziosamente il Lo.Rig e il Sem.Giun, che sono le basi fondamentali per conoscere la propria mente e per imparare ad usarla seriamente nel progresso interiore. Ha spiegato pazientemente come compiere i rituali e i canti sacri, ha trasmesso iniziazioni di alcune tra le più importanti divinità tantriche, come Vajrayoghini, Yamantaka, Tara e molte altre, dandone i commentari e guidandone i ritiri, praticando insieme ai suoi discepoli.

L'insegnamento, inoltre, è stato sempre dato con estrema cura ed attenzione nel renderlo comprensibile agli occidentali (a questo proposito, Rimpoce si è impegnato nello studiare la lingua inglese ed italiana, preparando ogni lezione con accuratezza) senza però nulla togliere alla purezza originaria: in un recente dibattito che si è tenuto fra i più importanti Maestri tibetani, Rimpoce si è distinto nell'insistere sulla necessità che l'insegnamento in Occidente venga trasmesso senza cedere alla tentazione di renderlo più semplice e quindi meno puro. Seguendo l'esempio di Buddha e di Sua Santità, Rimpoce invita sempre chi lo incontra per la prima volta ad analizzare l'insegnamento, per provarne la bontà e a seguirlo solo dopo aver fatto ciò. Con i suoi sempre più numerosi discepoli ha costruito un rapporto di affetto, prendendosi cura di loro in ogni modo, sia con la dolcezza, sia con la severità, dimostrando di possedere tutte le caratteristiche di un Maestro di Dharma qualificato, prima fra tutte una compassione illimitata.

Nel 1993 tornò in Tibet, trovando una maggiore tolleranza da parte delle autorità nei confronti della religione e dell'insegnamento della Dottrina Buddista. Grazie a questa apertura, Rimpoce poté così viaggiare in tutto il Lithang, visitando moltissimi monasteri e villaggi, dando insegnamenti, iniziazioni, commentari, trasmissioni orali, giorno e notte, per tre mesi, ad un pubblico che a volte arrivava ad essere di diecimila persone. Inoltre, nella stessa occasione, riuscì anche ad ordinare molti monaci.

Durante il terzo viaggio, nel 1996, di nuovo si prese cura con tutto il cuore della sua gente, dando altri insegnamenti e cercando, in particolare, di far conoscere il valore dell'etica buddista ai tanti giovani vittime dell'alcool, o che rubavano o erano dediti alla caccia. Grazie alla fiducia riposta in Rimpoce e nel valore del suo lignaggio, vi fu una risposta molto positiva ed una diminuzione di queste abitudini deleterie.

Sempre durante questo viaggio, fece dono di mille statue di Tara e di tutto il suo denaro in beneficenza.

Nel 2000, insieme a 45 fra discepoli e amici italiani, fece ritorno in Lithang una quarta volta, per un viaggio di circa due mesi, visitando tutti i paesi e, come durante i viaggi precedenti fece dono di qualsiasi offerta ricevuta, prendendosi cura in particolare delle necessità sanitarie della popolazione.

La situazione attuale, infatti, è di grande inadeguatezza rispetto alle esigenze degli abitanti: nel grande edificio dell'ospedale in realtà non vi sono attrezzature sanitarie, nessun macchinario, manca una sala operatoria e le scorte di medicinali sono pressoché nulle; l'ospedale stesso è in condizioni igieniche molto precarie, di grande sporcizia.

Per una popolazione, fra nomadi e contadini, di circa 70000 abitanti è l'unica struttura sanitaria disponibile e, oltretutto, é priva di pronto soccorso. Questo comporta un'altissima mortalità specialmente fra i bambini. Per patologie anche semplici, come l'appendicite, si rischia dì perdere la vita. Davanti a questa triste situazione, oltre a donare somme di denaro, Rimpoce si è determinato a dar vita al piano per la ricostruzione e l'ammodernamento dell'ospedale di Lithang, sviluppando un progetto affinché nel più breve tempo possibile ci sia una struttura sanitaria efficiente, moderna e funzionale.

Per quanto riguarda l'attività in Italia, ha invitato a Milano alcuni tra i più grandi maestri viventi a dare il loro insegnamento al Centro, organizzando tra l'altro la visita di Sua Santità il Dalai Lama, nel 1999.

Grazie alla sua opera infaticabile, il Centro è cresciuto diventando sempre più un punto di riferimento per quanti cercano una dimensione più autentica e spirituale alla propria vita. Numerosissimi sono i discepolì di Rimpoce: oltre ai circa centomila del Tibet, ve ne sono moltissimi a Sera, Drepung e Gaden, in India e tanti altri in Giappone, Europa, America.

 

 

 

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